La copertina di Titano o Olimpio?
- angeloluigimarchet
- 8 mar
- Tempo di lettura: 1 min
È la prima pagina del libro, prima ancora che il lettore apra il volume.
Ho scelto di mettere un volto, diviso verticalmente in rosso e blu.
Una scelta che richiama gli occhiali per la visione tridimensionale: due lenti diverse che,
solo se integrate, permettono di percepire profondità.
Non è una visione bifocale, non è un’alternativa netta tra due modelli.
È una visione multifocale.
La profondità nasce dalla sovrapposizione, non dalla separazione.
La metà rossa richiama il Titano: energia, spinta, decisione, capacità di rompere gli equilibri e accelerare il cambiamento. È il colore dell’azione e dell’urgenza. Evoca il fuoco mitico, l’impulso creativo che sfida lo status quo, la forza che costruisce ma anche consuma.
La metà blu richiama invece l’Olimpio: visione, misura, governo della complessità. È il colore della riflessione e del tempo lungo, della strategia e dell’equilibrio. È la capacità di ordinare, dare forma, rendere stabile ciò che nasce dal fuoco dell’azione.
Le due metà non si escludono: possono convivere nello stesso sguardo, nella stessa identità.
Ho scelto di mettere il mio volto perché volevo dare concretezza a questa riflessione.
Metterci la faccia significa assumersi la responsabilità di ciò che si scrive, uscire dal piano delle teorie e restare ancorati all’esperienza reale.
Questa domanda mi riguarda da vicino, attraversa le mie scelte quotidiane, i momenti di dubbio, gli errori e le decisioni che hanno conseguenze anche sulle persone.
Non per imporre una risposta, ma per condividere una ricerca.
E invitare chi legge a riconoscere, nel proprio volto e nelle proprie scelte, il proprio punto di equilibrio tra slancio e responsabilità.



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