Eccellenza individuale
- angeloluigimarchet
- 1 giorno fa
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A volte un’impresa funziona molto bene… per un motivo che, nel tempo, può diventare fragile.
Dall’esterno tutto appare solido. Le cose si muovono. I risultati arrivano. I problemi si risolvono.
Ma se osservi meglio, spesso emerge una dinamica precisa.
Ci sono una o due persone che tengono insieme il sistema.
Sono quelle che sbloccano le situazioni. Che intervengono quando qualcosa si inceppa e che sanno sempre dove mettere le mani.
Finché ci sono loro, tutto funziona.
E proprio per questo la struttura sembra stabile e sicura.
Ma è una stabilità che non nasce dal sistema. Nasce dalla loro presenza.
E questa è una differenza sostanziale.
Perché quando il funzionamento dipende da singoli individui, si crea una dipendenza implicita.
Non dichiarata, ma reale.
Il sistema non è autonomo. È sostenuto.
E quando qualcosa è sostenuto, prima o poi mostra la sua vulnerabilità.
Non per mancanza di qualità. Spesso quelle persone sono eccellenti.
Ma perché manca qualcosa di più profondo: la capacità di replicare quel funzionamento senza di loro.
Manca ridondanza.
Manca trasferibilità.
E senza questi elementi, anche l’eccellenza (di pochi) diventa un punto di rischio.
Un sistema sano non è quello che funziona grazie a qualcuno.
È quello che continua a funzionare anche quando quel qualcuno non c’è.



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