Costruire per durare: l’edificio che si progetta, si assembla e si mantiene
- angeloluigimarchet
- 23 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 28 dic 2025
C’è un modo di costruire che assomiglia più alla cura che alla produzione.
Un modo che non si limita a introdurre nuove tecnologie o materiali più performanti, ma che considera l’edificio come un sistema vivo, capace di evolvere nel tempo. I
n questa visione, innovazione e sostenibilità non sono obiettivi da raggiungere una volta per tutte, ma motori di miglioramento continuo, strumenti per crescere, affinare i processi e rispondere in modo sempre più consapevole alle esigenze delle persone e dell’ambiente.
Progettare per durare significa adottare fin dall’inizio uno sguardo ampio, capace di tenere insieme costruzione, uso e manutenzione. Il Life Cycle Thinking diventa così un atteggiamento naturale: l’edificio non è un oggetto statico, ma un organismo che nasce, cresce e si trasforma.
Ogni scelta progettuale tiene conto non solo di come verrà realizzato, ma anche di come potrà essere mantenuto, aggiornato o, se necessario, smontato. La disassemblabilità diventa una conseguenza logica di un progetto pensato per ridurre sprechi, allungare la vita utile e preservare il valore del costruito nel tempo.
In questo quadro la prefabbricazione assume un ruolo centrale.
Prefabbricare significa ridurre i tempi del cantiere, migliorare la qualità costruttiva e garantire maggiore sicurezza per chi lavora, grazie ad attività svolte in ambienti protetti. Ma significa soprattutto innovare il processo edilizio nel suo insieme. L’approccio off-site, la modularità e la prefabbricazione tridimensionale permettono di spostare complessità e controllo a monte, trasformando lo stabilimento in un luogo di precisione e il cantiere in uno spazio di assemblaggio veloce, ordinato e programmato.
È un’evoluzione che rende il costruire più affidabile, misurabile e sostenibile.
Questo cambiamento non limita la progettazione, anzi ne amplifica le potenzialità.
La modularità diventa uno strumento di libertà progettuale, capace di adattarsi a contesti diversi e di accompagnare nel tempo nuove esigenze, senza perdere coerenza né identità.
A rendere possibile questa integrazione è un ecosistema digitale che accompagna l’edificio lungo tutto il suo ciclo di vita. Il BIM diventa la struttura portante di questo sistema, il luogo in cui il progetto prende forma prima di esistere fisicamente e in cui convergono dati, scelte tecniche e strategie di gestione. Su questa base si innestano Intelligenza Artificiale e automazione, strumenti che agiscono soprattutto sulla riduzione dei tempi e sull’aumento dell’efficienza. L’AI supporta l’analisi e l’anticipazione delle criticità, mentre l’automazione rende più fluidi i passaggi tra progettazione, produzione, logistica e cantiere, favorendo un miglioramento continuo del processo.
Nel frattempo l’edificio prende corpo attraverso una combinazione consapevole di materiali. Non esiste un materiale che prevale sugli altri, ma una scelta puntuale, guidata da prestazioni, certificazioni, durabilità e qualità dell’abitare. L’ibridazione diventa equilibrio tra struttura e architettura, performance e design, contribuendo a una sostenibilità concreta, fatta di efficienza, riduzione degli sprechi e benessere quotidiano.
Tra stabilimento e cantiere si colloca poi un passaggio spesso invisibile ma decisivo: la logistica. Nella prefabbricazione è parte integrante del progetto. Pensare agli elementi anche mentre viaggiano, a come vengono trasportati, protetti e consegnati, significa ridurre tempi morti, aumentare la sicurezza e garantire coerenza tra ciò che è stato progettato e ciò che viene assemblato.
Quando tutto questo arriva in cantiere, la differenza è evidente.
La costruzione lascia spazio al montaggio.
I moduli arrivano pronti, vengono posizionati con precisione, senza improvvisazioni. Il cantiere diventa il punto di sintesi di un processo pensato per funzionare, in cui ogni fase dialoga con le altre e restituisce valore. Ed è da qui che inizia la fase più lunga: la vita dell’edificio.
Un edificio prefabbricato e ingegnerizzato non nasce per diventare rapidamente obsoleto, ma per essere accompagnato nel tempo.
La manutenzione programmata diventa uno strumento di qualità e di crescita, capace di mantenere alte le prestazioni e di adattare l’edificio a nuovi scenari. Grazie ai sistemi digitali e alle tecnologie abilitanti, l’edificio non è più un contenitore passivo, ma un sistema gestibile, monitorabile e migliorabile nel tempo.
Alla fine, costruire per durare significa adottare un metodo.
Un metodo in cui progettazione, assemblaggio e manutenzione sono parti di un unico processo continuo, concepito fin dall’inizio per garantire qualità, efficienza e sicurezza.
È questa integrazione che consente di ridurre tempi e sprechi, controllare le prestazioni e mantenere il valore del costruito nel lungo periodo.


Commenti